Da qualche tempo avevo spostato la mia attività in un altro blog. Grazie a Blogspot e Adsense mi sentivo quasi un blogger. Poi però è arrivata la stangata. Secondo Google ho infranto le regole e per questo non merito più di far parte del programma Adsense. So di non essere esattamente dalla parte del giusto, e Google ha certamente buone ragione per fare controlli così severi, ma ciò che non mi è andato giù è l’impossibilità di reiscriversi a questo benedetto Adsense. Come risposta ho cancellato qualsiasi account Google in mio possesso, gmail, blogger, g+, youtube. Ora sono un felice utilizzatore di Yahoo! e non guardagnerò nulla scrivendo in questo blog.
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Ecco il futuro in diretta per voi. Il centrodestra perde a Milano per 5-6 punti, mentre perde a Napoli di 2-3%. Comincia quindi una discussione nella maggioranza che porterà la Lega a far cadere Berlusconi. Quest’ultima previsione si è già in parte realizzata, nel senso che il partito mitologico del nord, alias «ce l’abbiamo duro» (il cranio), sta già tentando varie mosse per allontanarsi dal Pdl e per rubarne i voti. Un esempio lo si ha con la storia dei ministeri, prima li vogliono spostare al nord, poi Silvietto dice «no solo dipartimenti» e quindi arriva Calderoli che vuole la Presidenza della Repubblica e poi Brooke è morta ma è ancora viva e nonostante tutte quelle plastiche fa ancora cagare. Insomma, ‘ste telenovele hanno rotto. Hanno rotto soprattutto agli elettori di destra che, a quanto pare, un po’ alla volta stanno abbandonando la nave. Il Bossi ha anche sprecato parole per il referendum dicendo che quello sull’acqua è alquanto allettante. Assurdo. Se anche il referendum andasse bene, quindi quorum e maggioranza di si, per Silvio sarebbe davvero il colpo di grazia, anche se, per l’aria che tira, il governo potrebbe non arrivare vivo alle date dei referendum.
Ci sarebbe anche da spendere qualche parola per le proteste spagnole dell M-15, giovani precari stufi di non avere un futuro in un paese con una disoccupazione molto alta. Anche l’Italia ha una situazione simile e alcune proteste le abbiamo viste tutti ad Annozero, ma nel nostro paese sembra esserci una volontà di tener nascoste queste proteste per non alimentarle (in gergo si chiama regime o dittatura). Questa alta nichilitade non tiene però conto del fatto che oggi le proteste passano via internet e, quindi, spero in una loro espansione, cosa che, nel quadro italiano, metterebbe ancora più in crisi il sistema politico.
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Mi sono sinceramente rotto le scatole di vedere Beppe Grillo che fa dichiarazioni o prende delle posizioni utili soltanto a perpetuare la sua «narrazione politica». Critica l’attuale sistema sostenendo, tra le tante cose, che non si devono fare le primarie perché mettono al centro della discusione le persone e non le idee. Questa sua critica al carisma cozza con la sua stessa estetica politica poiché anche lui attira gente ed evangelizza le persone alla webcrazia usando la sua persona e la sua notorietà. Abbiamo avuto prova degli effetti quando Flores d’Arcais (quello col nome brutto!) ha giustamente criticato l’assioma grillino Pisapia=Moratti in un articolo sul Fatto. Da lì sono partiti una serie di commenti di alcuni presunti grillini che, in buona sostanza, sparavano merda al povero Paolo con modalità degne dei più puri berlusconiani, cioè di persone che credono nel loro leader senza uno spirito critico. Questa cosa personalmente mi ripugna e mi fa pensare che, se il genovese non dovesse cambiare atteggiamenti, rischierebbe di rovinare la rivoluzione webcratica che tanto propugna.
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Ora anche il Pd ha proposto una legge sulle intercettazioni, forse hanno pensato che gli attacchi alla democrazia del dittatore-mafioso non fossero sufficienti. Ancora devo leggere la proposta quindi parto prevenuto, diciamo sapendo che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Sarà sicuramente una legge più blanda di quella del centrodestra, che arrivava al carcere per le pubblicazioni delle intercettazioni, ma sarà comunque un limitare la libertà di stampa. Chi difende quest’idea assurda, cioè meno intercettazioni sui giornali, parte sempre dicendo che si tratta di una legge per difendere la privacy dei cittadini, che continuano a veder pubblicate le loro conversazioni sui giornali, anche quelle che non hanno nulla a che vedere con l’indagine. Il problema è che le intercettazioni pubblicate sui giornali non sono mai state quelle di privati cittadini ma quelle di politici che non avevano conversazioni private su cose private ma su scalate bancarie! Il Pd spaccia per legge giusta una proposta anti-democratica e mi vengono i brividi pensando che si tratta del maggior partito di opposizione. Il problema è che i partiti da troppo tempo fanno affari più che politica e il vuoto legislativo che limiti il loro strapotere non può essere colmato da loro stessi (sarebbe come se B. facesse una legge sul conflitto d’interesse, sai che risate?) ma da una rivoluzione, una protesta dal basso o da una profonda crepa che abbatta finalmente questo muro di merda.
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Il Fatto Quotidiano intervista il generale Mini sulla crisi libica. Un passo dell’intervista che mi ha colpito, ma soprattutto illuminato, è stato questo:
Un’ultima domanda, generale Mini. Quale può essere l’esito finale della no-fly zone?
L’occupazione militare. Data l’esperienza passata, non esiste un solo esperimento di no-fly zone che si sia concluso senza ricorrere all’intervento delle truppe di terra. E’ ovvio che sia così. Di solito il Paese cui viene imposta la zona di esclusione aerea continua a massacrare i suoi nemici, a reprimere i civili, a produrre fenomeni migratori. Le forze straniere sono costrette a intensificare gli attacchi. Il passo successivo è la guerra totale, con l’invasione da parte delle truppe di terra. Boots on the ground, scarponi sul terreno, come si dice in gergo. E’ successo in Bosnia, è successo in Kosovo, è successo in Iraq. Ci sarà bisogno di un’ulteriore risoluzione ONU, ma è questo l’esito più probabile.
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In un recente post Grillo, o chi per lui, ha attaccato De Magistris con le solite argomentazioni. Parla delle presenze nel parlamento europeo (Attendance to plenary), che sono però all’81,72%, un numero non proprio da assenteista. Porta inoltre come argomentazione il processo a suo carico senza tener conto, però, del fumus persecutiones, che fu invece previsto dai Padri Costituenti con l’introduzione dell’immunità in parlamento. Certo questa immunità nella nostra Italia è poi diventata uno scudo pro-casta ma bisogna riconoscere che in certi casi può esserci una persecuzione, basata su notizie false, su volontà politiche diffamatorie, ecc. Si vedano, per esempio, i vari casi fatti emergere da vari berluscones col solo scopo di attaccare l’avversario, con conseguente processo e screditamento. Certo Luigi avrebbe potuto fare un passo indietro e aspettare il primo grado ma, forse, non se la sentiva di stare in panchina a guardare la squadra e il pubblico tutto trucidati a sangue dagli avversari.
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Ora che avete la mia attenzione vi dirò in realtà cosa sta succedendo. La tirannia berlusconiana, o regno birbonico come ben definito da Luttazzi, non è ancora finito. Dopo esodi biblici dei finiani, manifestazioni, raccolta firme (anche Hitler vuole le dimissioni di B. e questa è la prova di quanto ha rotto il cazzo!) Silvio resta in carica. I rapporti internazionali sono un disastro. Noi, ponte sul mediterraneo, dovremmo essere i primi a battere i pugni sul tavolo quando Gheddaffi fa strage di civili. A tal proposito qualche ministro ha dichiarato che non si esporta la democrazia ed ha quindi scansato ogni ipotesi di intervento. MI SENTO PRESO PER IL CULO! Non poteva dirlo quando la precedente legislatura a maggioranza berlusconiana mandò i soldati in medioriente? La democrazia si può esportare quando sono gli americani a dirlo1 e quindi quando non ci sono rivolte nel paese ma se i civili insorgono contro il regime allora non si può fare niente, meglio lasciar stare e non disturbare il Colonnello.
1 – Nella prima repubblica si diceva che l’Italia aveva la moglie americana e l’amante araba, ora è rimasta solo la moglie. Comunque gli USA ventilano ipotesi di intervento e se lo faranno stiamo sicuri che interverrà anche l’Italia
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Comprendevo la necessità di Canonical di creare un’interfaccia per Ubuntu che non fosse un calcio negli stinchi: la Gnome-shell che stava nascendo facevo schifo e a pochi piaceva. Fu così che venne adottata Unity, shell inizialmente adottata per i netbook. Col tempo però Gnome-shell cambiò e si sviluppò tanto da diventare simile a Unity e, poi, a sorpassarla. Già perché la differenza fra Unity e Gnome-shell, al momento, è che Unity fa schifo e Gnome-shell è migliorata a tal punto da essere piacevole ed innovativa.
Ecco Gnome-shell:
http://www.youtube.com/e/XOR2A-I2UhU
Notare la gagliardata dei desktop a destra!
Ecco Unity:
http://www.youtube.com/e/2xackliWG3s
Notare la sua inferiorità (lo so, sono fazioso) anche se forse risulterà più veloce Unity di Gnome-shell. Io personalmente installero Gnome-shell nelle mie prossime installazioni anche se potrei optare per presentare una mia interfaccia!
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Il momento sembra giunto: Silvio Berlusconi sarà processato il 6 aprile per concussione e prostituzione minorile. Mentre questa bona favella rimbalza tra i media di tutto il mondo e mentre l’Armata Brancaleone (cioè il Pdl) grida al colpo di stato, attacco alla democrazia e quant’altro l’opposizione propone un patto per il federalismo alla Lega, che tradotto significa governo tecnico. Poi, però, chiede le dimissioni e le elezioni subito senza aver mai preso una posizione chiara su primarie e alleanze. Tutti in fermento quindi e sembra proprio giunta l’ora, come da titolo, di uscir fuori a mirare ste cazzo di stelle. La strada più percorribile pare quella del governo tecnico considerata la scarsità di pecunia ma senza i numeri parlamentari sarà dura. Senza contare, poi, che Silvio non sembra avere nessuna intenzione di dimettersi! Ecco allora una proposta sensata, tardiva secondo me, che viene direttamente dal Popolo Viola e che ricalca i moti arabi di questi giorni:
Adesso mobilitazione permanente fino alle dimissioni. Stiamo istituendo un presidio fisso davanti a Montecitorio; sabato 19 febbraio tutti a Parma in difesa della Costituzione; Sabato 26 febbraio il Giorno dell’Indignazione. Indietro non si torna…1
Che sia questa mobilitazione a sbloccare la situazione? Una tale manifestazione potrebbe obbligare il premier alle dimissioni e sbloccare la situazione in parlamento. Il dopo sarà tutto da vedere e personalmente avrò la risposta ad una mia vecchia curiosità: può esistere un berlusconismo senza Berlusconi? Io, nel frattempo, preparo i popcorn! Non voglio certo perdermi lo spettacolo…
1) Ecco qui la pagina da cui è tratta la citazione del Popolo Viola
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