Mi sono sinceramente rotto le scatole di vedere Beppe Grillo che fa dichiarazioni o prende delle posizioni utili soltanto a perpetuare la sua «narrazione politica». Critica l’attuale sistema sostenendo, tra le tante cose, che non si devono fare le primarie perché mettono al centro della discusione le persone e non le idee. Questa sua critica al carisma cozza con la sua stessa estetica politica poiché anche lui attira gente ed evangelizza le persone alla webcrazia usando la sua persona e la sua notorietà. Abbiamo avuto prova degli effetti quando Flores d’Arcais (quello col nome brutto!) ha giustamente criticato l’assioma grillino Pisapia=Moratti in un articolo sul Fatto. Da lì sono partiti una serie di commenti di alcuni presunti grillini che, in buona sostanza, sparavano merda al povero Paolo con modalità degne dei più puri berlusconiani, cioè di persone che credono nel loro leader senza uno spirito critico. Questa cosa personalmente mi ripugna e mi fa pensare che, se il genovese non dovesse cambiare atteggiamenti, rischierebbe di rovinare la rivoluzione webcratica che tanto propugna.