Un passo in avanti, due indietro

C’era una volta una sinistra. C’era. Se qualcuno sperava in un glorioso ritorno forse non si è reso conto della situazione di questa sinistra che è, per così dire, “critica”. Si lasci perdere per un istante le dichiarazioni di S. Berlusconi su una legge elettorale per le europee che ovviamente sarà fatta solo per escludere i partitini (quanto ci scommettete che i democratici alzeranno un po’ la voce per poi farla passare?). Quel piccolo bagliore di speranza che si profetizzava all’orizzonte è sparito.

Con la manifestazione di piazza Navona qualcuno si era fatto l’idea che un’opposizione riunita sarebbe stata più funzionale per il paese e per una maggior raccolta di voti. Personalmente già mi immaginavo Di Pietro e Italia dei Valori insieme a Rifondazione Comunista e altri satelliti. Sembra però che qualcuno non sia d’accordo. Bertinotti ha fatto presente che “Di Pietro e in generale il populismo – afferma – sono opposizione ma non di sinistra, anzi, appartengono a una culturale della destra. L’opposizione di sinistra – conclude Bertinotti – parte dalle ragioni del conflitto sociale”.

Come non bastasse Giordano sottolinea “Non possiamo affidare l’opposizione a Di Pietro. Non scherziamo! Non possiamo essere subalterni alle sue posizioni giustizialiste. Non appartengono alla nostra cultura”. Il problema sembra essere un legame troppo stretto con l’ammuffito eurocomunismo e una volontà di tornare al governo talmente ferrea da prendere le distanze da Di Pietro per avvicinarsi a Veltroni. Personalmente sono disgustato e deluso. Se qualcuno dice che per fare qualcosa bisogna comunque essere al governo e quindi scendere a compromessi ricordo che le fazioni comuniste sono state al governo, hanno difeso gli interessi dei lavoratori (dei sindacati?) e, soprattutto, hanno votato e giustificato l’indulto. In buona fede speravo che almeno i comunisti (di cui sono sempre stato un simpatizzante) avrebbero capito, supportato e difeso le lotte dipietriste. Sembra invece che anche loro si uniscano al glorioso spettacolo teatrale (ovviamente le scenografie sono di Bruno Vespa) che qualcuno si ostina a chiamare politica.

Fonti

http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=84225

http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=84183

http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/politica/indulto-di-pietro/mastella-camera/mastella-camera.html

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