Silvio sull’orlo di una crisi di governo

Mentre il paese annega nella merda Silvio continua a resistere. Sono recenti le notizie secondo cui l’attuale governo non abbia più la maggioranza e che, nel caso in cui si voglia approvare un emendamento alla legge di bilancio con voto di fiducia, il caro nanetto potrebbe cadere e aprire ufficialmente la crisi di governo. A ridurre i numeri del Pdl alla camera sono un manipolo di «traditori», come li ha definiti quel simpaticone del premier, passati all’Udc o al gruppo misto. Personalmente mi chiedo se lo abbiano fatto per avere più soldi, e che aspettino quindi di farsi ricomprare dal Puttaniere di Hardcore, o se sentano l’arrivo della fine e dunque il bisogno di un’ultima buona azione prima del giudizio finale di Dio (noi elettori). O che addirittura vogliano restare in parlamento per maturare la pensione e finire la legislatura. Mah, si vedrà. Nel frattempo Silviuccio nega la crisi, vede ristoranti pieni ovunque, scarica le colpe e ci fa fare altre figure di merda internazionali diminuendo la nostra credibilità. Oramai sono rimasti in pochi a dirgli di non dimettersi (il 90% dei lettori di Libero gli dice di andare avanti!) e in molti sperano nella sua fine (perché non gli bruciamo le case e gli averi, al posto di bruciare macchine e spaccare vetrine di gente sconosciuta?). Anche SuperNapolitano si è desto, muovendosi in cerca di possibili “larghe intese” (credo che in italiano si traduca con “governo tecnico”) e le opposizioni hanno dato la loro disponibilità.
Una cosa che mi dà estremamente fastidio è sentire i soliti rincoglioniti (no, non solo quelli della Lega) sparare caspiate tipo «se B. cade andiamo al voto», «far cadere B. significa colpo di stato» e altre frasi da osteria urlate all’oste che non dà più da bere. Queste affermazioni non tengono conto, però, della nostra Costituzione. Innanzitutto è il Presidente della Repubblica che sente i partiti, vede se c’è la possibilità di un’altra maggioranza e quindi la possibilità di un altro governo. E cosa più importante, che mi imbufalisce più di un toro da monta, gli elettori votano e scelgono il parlamento, non il governo e quindi tutte le affermazioni che legano il governo al voto sono idiote e strumentali.
Per concludere, dunque, se tutto va bene nel giro di qualche settimana avremo Monti come premier, manovre e tagli seri, cose che forse ci salveranno dal disastro e dal baratro.
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