Sic Transit Gloria Mundi

La legge di stabilità è stata approvata e Berlusconi sta per dimettersi. Entro lunedì, quindi, dovremmo riuscire ad avere un governo Monti ed entro un tempo non ancora definito, elezioni e Terza Repubblica. Tanti aspettavano questo momento da parecchio, anche se amaramente ci si rende conto che far cadere il Piccolo Dittatore rovinando i conti dello stato non è forse il massimo. Ora bisogna fare presto, tagliare l’inutile e investire nella crescita. Insomma, sto berlusconismo finisce in tragedia.
Ma la cosa più triste è la mancanza di gioia nel vederlo cadere. Certo è divertente leggere i giornali, o seguire l’hashtag #finecorsa su Twitter, ma rimane comunque l’amaro in bocca. Una vittoria con sapore di sconfitta, forse perché ci si aspettava un finale diverso, magari alla Caimano, o comunque vederlo in manette (non temete, c’è ancora tempo). La sconfitta (sua) è stata, contro ogni aspettativa, politica e non giudiziaria.
 
Nonostante tutto ciò che il Berlusconismo ha creato le intenzioni di voto del Pdl non si sono abbassate come speravo, e speravamo. Ora il partito (può esistere un Fascismo senza Mussolini, e quindi, può esistere un Berlusconismo senza Berlusconi?) è in frantumi. È strano notare che mentre c’era il capo nessuno fiatava e tutti si allineavano alle sue direttive. Chi ha osato esprimere opinioni, tardive a dire il vero, è stato cacciato (leggi Fini). Banale dirlo ma ora che Re Carlo è tornato dalla guerra, e che la pulzella l’ha disarcionato chiedendogli cinquemila lire, si scopre che pure i servi c’hanno le idee, anche se di merda.
Altra questione: ora che non c’è più il Cainano da salvare, che riforma della giustizia proporrà il Pdl? Finora la riforma del centrodestra si è basata sul fatto che c’era uno da salvare e gli elettori da convincere. Per quest’ultima cosuccia sono finora bastate le sue TV, in cui scorribandavano le supercazzole più astruse pur di giustificare e convincere la base (da «giudici comunisti» a «perseguitato») ma senza di lui alla guida rischia di saltare il tappo (eheh) che fino a questo momento ha mantenuto la calma tra i cittadini. Questa dittatura, chiamata forse per ironia Seconda Repubblica, era basata soprattutto sul nascondere e limare le notizie scomode. Con un’informazione più libera, anche se probabilmente gradualmente più libera, avremo forse un’Italia migliore.
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