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Letteratura

Dan Brown Dante def
Il prossimo libro di Dan Brown sarà un Codice Dante, basato sull’Inferno dantesco. Personalmente ho visto solo il film de Il Codice da Vinci, quindi immagino ci sia quel tizio comecavolosichiama che indaga su di un pericolo imminente (la tensione in qualche modo bisogna pur darla), deducendo indizi dalle parole del nostro poeta fiorentino. Molti gli amanti, molti i critici che reputano il mainstream troppo banale. Da vero alternativo mi divido tra noia e menefreghismo. Aspetterò il film, in streaming.

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Ordine sparso dei libri che ultimamente ho avuto sotto mano.
– Dhammapada, La via della libertà, Buddha
– I Capolavori, HP Lovecraft
– L’arte di ricordare tutto, Joshua Foer

Il Dhammapada non è altro che una raccolta di massime del Buddha. Il problema è che senza un’introduzione al buddismo ti senti sballottato da una frase all’altra senza capirne il nesso. Per fortuna tempo fa lessi Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita di Giulio Cesare Giacobbe. Nel tentativo di contrastare l’azione punitiva che il mio cervello perpetra a mio danno, lessi con voracità le varie tecniche meditative che il libro presentava. Senza saperlo Giacobbe ha scritto un’efficace introduzione al Buddismo.
Col Dhammapada potevo gironzolare citando il Buddha, uscire dagli imbarazzi, che la vita sociale impone, con dignità e luce. Il solo problema era la mia mancanza di memoria. Spinto da questa mancanza, ordinai Joshua Foer. Non volevo diventare un infognato dei self help, ma se quel libro poteva svelarmi i segreti della memoria il mondo avrebbe conosciuto un nuovo Icio. Travolto da tanta euforia lessi il libro in 3 giorni, cosa che non mi capitava dai tempi del Mattia Pascal. Detto brevemente, Foer scrive un articolo su di un campionato della memoria americano (anno 2005), si incuriosisce, conosce gli strani personaggi del mondo della mnemotecnica e decide di allenarsi per il campionato dell’anno successivo. Nel raccontare questo anno, Foer ci spiega anche come funzionano le tecniche usate, la storia delle mnemotecniche e l’origine del Palazzo della Memoria. La storia è tutta vera, e stupisce sapere l’esistenza di gente che memorizza mazzi di carte da 54 in 30 secondi.
Tra mnemotecniche e meditazione volevo conoscere anche la  paura. Avevo letto avidamente, anni fa, alcuni racconti di Poe e le mie mutande ancora li ricordano. Con Lovecraft volevo doppiare quella sensazione, guardarmi in giro nel buio della mia camera per ogni piccolo rumore e cose del genere. Il libro in sé raccoglie tutta una serie di racconti più o meno lunghi dell’autore americano, e trattano più o meno la stessa cosa. Mostri antichi citati in pergamene antiche che rivelano segreti antichi, case introvabili piene di topi e di orrori, colori sconosciuti che vengono dallo spazio e consumano ogni cosa (essere umani compresi). A tratti interessante, spesso ripetitivo e troppo esplicito nello stile. L’avessi letto anni fa (una decina tipo) avrei sicuramente dovuto cambiare l’intero guardaroba.

Letture che avrò tra le mani prossimamente:
– Cent’anni di solitudine, García Márquez
– Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore, E.A. Poe